Il contesto
Con il progressivo allungamento della attesa di vita nelle società moderne, le persone sono infatti più esposte al rischio di manifestare patologie che comportano la degenerazione delle cellule nervose. Secondo il Global Action Plan dell’Organizzazione Mondiale della Sanità le malattie neurodegenerative rappresentano la settima causa di morte al mondo e sono in crescita: 47 milioni di persone colpite da demenza nel 2015, con una stima che prevede l’aumento a 75 milioni entro il 2030 e a 132 milioni entro il 2050. Sono numeri che parlano chiaramente: circa 10 milioni di casi ogni anno – in media, uno ogni tre secondi – e costi di gestione, assistenza e cura che si aggirano intorno a 1 trilione di dollari l’anno.
In risposta a tale situazione la ricerca biomedica ha raggiunto notevoli traguardi, identificando biomarcatori sia strumentali che molecolari in grado di definire la diagnosi anche in condizioni che precedono i sintomi neurodegenerativi più eclatanti della malattia, quali la demenza, il rallentamento motorio, la perdita di indipendenza nelle attività quotidiane. Di particolare importanza la raccolta di dati associati alla malattia messi a disposizione da persone affette da neurodegenerazione, quali malattie di Alzheimer, Parkinson, Sclerosi Multipla e molte altre più rare, che hanno volontariamente concesso l’uso di queste informazioni ai fini della ricerca scientifica.
La recente finalizzazione di una serie di banche dati longitudinali di alta qualità ha cominciato a permettere una più precisa definizione dei sottotipi di malattia, un passo necessario per la personalizzazione di terapie sempre più efficaci. Infatti, la più precisa caratterizzazione dei fattori di rischio associati alla insorgenza o alla severità delle malattie neurodegenerative e l’introduzione di alcune nuove terapie porteranno, si spera nei prossimi 5 anni, ad un importante cambiamento dell’approccio precoce alle malattie neurodegenerative.
L’impegno di IFAB
È in questo contesto che si inserisce il contributo di IFAB nell’ambito di attività di ricerca, sviluppo, finanziamento e promozione relativamente a progettualità che, utilizzando banche dati, Big Data e Intelligenza Artificiale, hanno come obiettivo lo studio, la prevenzione e la cura delle patologie neurodegenerative. L’iniziativa è recente, essendo la progettualità effettivamente iniziata nel 2023-2024.
Gli obiettivi strategici delle azioni svolte dalla Fondazione in questo senso sono principalmente tre:
- la partecipazione in network europei che metta in relazione e sinergia progetti, professionalità e stakeholders che utilizzano l’AI e i Big Data nello studio e nella cura delle malattie degenerative a livello nazionale ed europeo, al fine di condividere esperienze, scoperte e best practice;
- la realizzazione di attività di ricerca proprie della Fondazione, massimizzando l’uso di dati, algoritmi e infrastrutture dell’AI FACTORY italiana, in collaborazione con centri di ricerca clinica qualificati e aziende digitali e biotecnologiche, attraverso percorsi progettuali in grado di contribuire all’avanzamento dello studio delle malattie e della loro cura;
- la generazione di valore per la società, attraverso la condivisione di dati, risultati e scoperte capaci di diminuire i costi di gestione delle patologie, e la futura valorizzazione dei risultati all’interno degli ecosistemi di riferimento, per affrontarne più efficacemente le sfide e gli impatti su scala globale.
I progetti
Nella messa in pratica delle attività strategiche di studio, contrasto e cura delle malattie neurodegenerative, IFAB è impegnata nella realizzazione di due specifici progetti: