Forestry Analyzer

Uno strumento per la misurazione e il monitoraggio di progetti di riforestazione
Area tematica: Earth/Climate, Projects
Finanziamento: IFAB call for projects
Tecnologia abilitante: Artificial Intelligence, Big Data Analytics

Il progetto “Forestry Analyzer” mira a combattere la deforestazione, che è responsabile del 20% delle emissioni globali di gas serra secondo l’IPCC. Utilizzando algoritmi basati sui servizi di monitoraggio del territorio Copernicus dell’Unione Europea, questo strumento fornisce misurazioni precise delle emissioni derivanti dalla deforestazione e dal degrado forestale. Queste informazioni sono fondamentali per la gestione e il monitoraggio dei progetti di riforestazione finanziati da paesi industrializzati e aziende, nel contesto del crescente mercato del carbonio e dei crediti di carbonio stabiliti da accordi internazionali. “Forestry Analyzer” offre anche modelli predittivi per stimare l’impatto futuro della deforestazione, supportando le decisioni politiche e incentivando gli interventi di conservazione e riforestazione

Obiettivo

Il progetto mira a creare uno strumento in grado di identificare le aree forestali, monitorare i cambiamenti nel tempo e calcolare l’impatto della deforestazione e del degrado forestale in termini di variazione di CO2, oltre a fornire un’analisi predittiva di ciò che accadrà nel lungo periodo in assenza di azioni contro la deforestazione e il degrado forestale. L’obiettivo finale è quello di fornire un elemento di supporto alle aziende per l’adozione e l’avvio di “processi verdi” per combattere la deforestazione e il degrado forestale.

La sfida iniziale

Il cambiamento climatico è uno dei problemi più gravi che hanno colpito l’uomo negli ultimi secoli. È stato dimostrato che la deforestazione ha un impatto negativo sul cambiamento climatico, sui cicli biogeochimici globali e sulla perdita di biodiversità. Secondo le stime dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) le foreste, e i relativi processi di degrado e deforestazione, sono responsabili del 20% di tutte le emissioni antropiche di gas serra (GHG). Rallentare o fermare la deforestazione è un’opzione economica e a breve termine per ridurre significativamente le emissioni globali, con straordinari benefici aggiuntivi per la diversità biologica e lo sviluppo sostenibile dei Paesi tropicali.

Anche i Paesi industrializzati e le imprese sono diventati sempre più interessati a svolgere un ruolo attivo nella protezione delle foreste e nella loro estensione; un interesse legato anche alla creazione del mercato del carbonio e dei crediti di carbonio, introdotti dagli accordi di Kyoto (1997) e Parigi (2020) e confermati quest’anno alla Cop26 di Glasgow.

Anche se la maggior parte dei Paesi industrializzati ha introdotto misure di incentivazione come la Carbon Tax, ad oggi la maggior parte degli investimenti da parte delle aziende avviene su base volontaria nel contesto di una crescente sensibilità verso la responsabilità sociale d’impresa. Come incentivo, alle aziende virtuose che decidono di avviare “processi verdi” vengono assegnati crediti di carbonio. Le aziende che non hanno abbastanza crediti per essere “carbon neutral” – ad esempio perché non sono in grado di ottimizzare ulteriormente la riduzione delle emissioni nei loro processi produttivi – possono adottare misure di compensazione: acquistandoli da aziende che hanno un surplus o finanziando un progetto finalizzato alla riduzione delle emissioni di gas serra.

Le aziende private stabiliscono il livello di finanziamento sulla base degli obiettivi di riduzione delle emissioni di carbonio del progetto. Ciò rende necessario misurare il processo di deforestazione o degrado, identificando l’estensione dell’area impattata e calcolando quante tonnellate di carbonio una certa foresta non sarà più in grado di assorbire in futuro. Sulla base di questa misurazione si calcola il delta di un eventuale progetto di riforestazione, cioè quanta CO2 – al contrario – può essere ridotta grazie alla riforestazione, e su questa base il relativo numero di crediti di carbonio da assegnare a quel particolare progetto.

La soluzione

Il “Forestry Analyzer” ha l’obiettivo di contenere o eliminare i processi di deforestazione (il taglio sistematico degli alberi per fare spazio a terreni agricoli o all’allevamento o per l’utilizzo del legno) e di degrado forestale (processo di origine antropica o naturale che porta al deterioramento della foresta), fornendo innanzitutto uno strumento per il monitoraggio e la misurazione precisa delle emissioni di deforestazione. Infatti, essere in grado di misurare questi processi è il prerequisito per gestire e monitorare i progetti di finanziamento nel settore della riforestazione.

Gli algoritmi di “Forestry Analyzer” si basano sui “Copernicus Land Monitoring Services”, indicatori sintetici che l’Unione Europea mette a disposizione del mondo scientifico e che forniscono informazioni sullo stato di salute del pianeta sulla base di osservazioni satellitari e altri dati provenienti da fonti primarie.

Benefici

Identificando l’estensione dell’area impattata e calcolando quante tonnellate di carbonio una determinata foresta non sarà più in grado di assorbire in futuro, è possibile calcolare il delta di un eventuale progetto di riforestazione. Grazie all’applicazione di modelli predittivi, il “Forestry Analyzer” è anche in grado di prevedere cosa accadrà, ad esempio, nei prossimi dieci anni se non si interviene, rappresentando uno strumento di supporto cruciale per i decisori politici nella pianificazione di progetti per combattere la deforestazione e il degrado forestale.

Research partners

Per informazioni rivolgersi at: barbara.vecchi@ifabfoundation.org

Obiettivi di sviluppo sostenibile

, ,

Condividi su:

Potrebbe interessarti anche:

Stay updated on the latest IFAB events and projects.Subscribe to our monthly newsletter