Il Big Data Technopole

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NEL CUORE DELLA DATA VALLEY

IFAB nasce a Bologna nel cuore della Data Valley.
Infrastrutture, competenze e potenza di calcolo uniche al mondo: l’Emilia-Romagna come valley europea dei big data è oggi un dato di fatto.

Con la sua tradizione millenaria di centro europeo della conoscenza e con la sua concentrazione di sapere, ricerca e innovazione, in questi anni la regione si è costruita un ruolo da leader anche nell’ambito dei big data. Qui, dove si concentra il 70% della capacità di calcolo e di storage italiana, sta per sorgere un nuovo hub europeo della ricerca: il Big Data Technopole.
Bologna e il suo storico Ateneo, famoso per essere il più antico del mondo occidentale, sono di nuovo crocevia dell’ecosistema della conoscenza europeo.
Qui si arriva partendo da lontano: la città delle due torri vanta una lunga storia di localizzazione di sistemi di supercalcolo. Nel 1961 il CNEN (ora ENEA) decide di stabilire a Bologna il centro di supercalcolo, attivando, per la prima volta in Italia, la prima architettura disegnata per il calcolo: l’IBM 704. Nel 1969 viene fondato il CINECA, consorzio fra le università del Nord Est, con un CDC 6600, e nel 1988 viene fondato il GARR, la rete nazionale a banda ultralarga dedicata alla comunità dell’istruzione e della ricerca.
Il nuovo Big Data Technopole di Bologna avrà sede presso l’ex manifattura tabacchi di Bologna, l’area progettata nel 1952 da Pier Luigi Nervi, tra le maggiori architetture industriali del XX secolo. Il progetto di trasformazione dell’area in grande polo scientifico d’eccellenza nel supercalcolo accorpa, in circa 100.000 mq, attività di ricerca e infrastrutture a elevate prestazioni di calcolo, tra le più potenti al mondo. Qui si insedierà il Data Center del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche (ECMWF), organizzazione intergovernativa, fondata nel 1975 da 24 Stati. Il Centro, che ha sede a Reading (UK), sviluppa metodi numerici per le previsioni meteorologiche a medio raggio e produce e distribuisce previsioni meteorologiche agli Stati membri. Il Council di ECMWF, a seguito di una gara europea, nel 2017 ha scelto Bologna come sede per il nuovo Data Center, che si avvarrà di supercomputer all’avanguardia con capacità di calcolo 10 volte più potenti degli attuali. Il progetto sarà realizzato grazie a un investimento di 62 milioni di euro (43,5 a carico del Ministero dell’Università e della Ricerca e 18,5 a carico della Regione Emilia-Romagna). Nel Big Data Technopole sarà collocato anche Leonardo, supercomputer capace di un miliardo di miliardi di operazioni al secondo. Se fosse già operativo, oggi sarebbe il supercomputer più potente al mondo. Un investimento del valore di 40 milioni di euro che metterà a disposizione degli istituti di ricerca, delle università e delle aziende della regione e del Paese il 50 per cento della potenza di calcolo generato dalla macchina. Leonardo è parte della rete europea di High Performance Computeing, EuroHPC, e rientra nella roadmap verso l’exascale computing tracciata dal Consorzio Interuniversitario CINECA e dall’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), che svilupperanno nel nuovo Tecnopolo i loro data center. Nel nuovo hub si insedieranno anche:

  • il Centro di Competenza Industria 4.0 BI-REX sui nuovi trend dell’innovazione industriale
  • le biobanche dell’Istituto Ortopedico Rizzoli, centro mondiale della ricerca sulle protezioni ossee e materiali biocompatibili
  • ENEA Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile
  • Arpae Emilia-Romagna, l’agenzia regionale per la prevenzione in ambito di ambiente ed energia
  • ART-ER, l’Agenzia Regionale Sviluppo e Innovazione
  • L’Agenzia italiana Meteo
  • L’Array Center di INAF, l’Istituto Nazionale di Astrofisica”, per la costruzione del Cherenkov Telescope
  • L’IBM Centre Big Data and AI for Aging
  • I centri universitari di ricerca
  • “Le Ballette”, incubatore per startup

La Data Valley che si è sviluppata in Emilia-Romagna è il risultato della capacità di istituzioni, mondo della ricerca e imprese di fare squadra e di una strategia per l’innovazione in cui la Regione Emilia-Romagna ha creduto e investito. Una visione condivisa con enti locali, istituzioni formative e parti sociali già dal 2015, attraverso la condivisione del Patto per il lavoro. Per rafforzare la capacità del sistema produttivo regionale di sviluppare nuove soluzioni basate sui big data è nata l’Associazione Big Data, che riunisce gli attori regionali e nazionali che operano nel campo del supercalcolo. Per attuare questo imponente progetto strategico, la Regione Emilia-Romagna nel 2019 si è dotata di una apposita legge, primo atto in Italia di orientamento strategico regionale in riferimento ai temi dell’economia dei dati. È questa legge che ha dato il via a IFAB, la Fondazione Internazionale Big Data e Intelligenza Artificiale per lo sviluppo umano.

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