Come potrebbero essere gestiti i flussi turistici in Italia tra dieci anni? E quale ruolo avranno dati, intelligenza artificiale, infrastrutture digitali e istituzioni nel rapporto tra visitatori e territori?
Il nuovo report di Fondazione IFAB, “Over-Tourism 2036 – Quattro scenari alternativi per la gestione dei flussi turistici in Italia”, prova a rispondere a queste domande attraverso lo Strategic Foresight, costruendo quattro futuri alternativi nei quali cambiano il livello di digitalizzazione del turista e la capacità delle istituzioni di utilizzare i dati per governare i flussi.
Non si tratta di prevedere quale scenario si realizzerà. L’obiettivo del documento è diverso e, per imprese, istituzioni e stakeholder, forse ancora più utile: esplorare l’incertezza per comprendere quali rischi, opportunità e decisioni possono iniziare a essere affrontati già oggi.
Il turismo è infatti un sistema nel quale trasformazione digitale, infrastrutture, sostenibilità, demografia, fiducia e capacità di governo dei dati sono sempre più interdipendenti. Pensare all’overtourism soltanto come a un problema di quantità di visitatori significa quindi coglierne solo una parte: la questione riguarda anche come i flussi vengono rilevati, interpretati e redistribuiti, chi possiede le informazioni che li descrivono, quali territori riescono a beneficiare delle nuove tecnologie e quali rischiano invece di rimanerne ai margini.
Dal presente al 2036: usare il foresight per prendere decisioni migliori oggi
Il report è il risultato della sessione di Strategic Foresight realizzata a conclusione del ciclo 2025-2026 del Tavolo Tematico Digital Society, il percorso con cui Fondazione IFAB coinvolge soci e affiliati nell’esplorazione di aree strategiche per l’innovazione, creando occasioni di confronto tra competenze, esperienze e prospettive differenti.
La domanda che ha guidato il lavoro è stata: “Nel 2036, come saranno gestiti i flussi turistici in Italia?”. A partire da questo interrogativo, la sessione ha approfondito in particolare quattro dimensioni: titolarità e protezione dei dati, edge computing, sostenibilità energetica e percezione pubblica dell’innovazione.
Il processo ha coinvolto 10 partecipanti e 2 facilitatrici e si è sviluppato attraverso tre passaggi principali:
- Horizon Scanning
Nella prima fase, i partecipanti hanno analizzato 38 fenomeni appartenenti a diverse aree tematiche, ordinandoli in base alla rilevanza percepita rispetto al futuro della gestione dei flussi turistici. Tra quelli considerati più significativi sono emersi l’intelligenza artificiale come supporto alle decisioni pubbliche, i dati come nuova infrastruttura pubblica, il rischio crescente di esclusione digitale, le nuove minacce tecnologiche, la necessità di ecosistemi collaborativi e la fiducia come infrastruttura critica.
È già in questa classifica che appare una delle indicazioni più interessanti del lavoro: il futuro del turismo non dipende esclusivamente dalla disponibilità di tecnologie più avanzate, ma dalla capacità di inserirle in sistemi sociali, istituzionali e territoriali in grado di utilizzarle e legittimarle. - Driver Generation
A partire dai fenomeni emersi, il gruppo ha individuato le due incertezze ritenute più decisive per costruire gli scenari. La prima riguarda la digitalizzazione del turista, immaginando da un lato visitatori pienamente inclusi nell’ecosistema tecnologico e, dall’altro, persone con scarso accesso alle nuove tecnologie; la seconda riguarda invece la tipologia di governance, lungo un asse che va da un modello basato sul data-driven decision making a forme di gestione più tradizionali. Incrociare queste due dimensioni significa interrogarsi non soltanto su quanta tecnologia sarà disponibile nel 2036, ma soprattutto su chi sarà in grado di utilizzarla, con quali regole e con quale capacità di trasformare i dati in decisioni pubbliche. - Scenario Planning
Dalla combinazione dei due driver è nata una matrice a quattro quadranti. I partecipanti hanno lavorato alla costruzione dei diversi futuri attraverso un percorso individuale e collettivo, identificando per ciascuno dinamiche, minacce e opportunità.
La sessione è stata supportata da una piattaforma digitale sviluppata ad hoc e da un modello di facilitazione ibrido, nel quale facilitatore umano e agente di intelligenza artificiale hanno svolto funzioni complementari.
Durante la costruzione degli scenari, ogni partecipante ha potuto sviluppare la propria riflessione attraverso una conversazione individuale e strutturata con un agente AI. Il facilitatore umano ha mantenuto invece la supervisione metodologica, la visione complessiva del processo e la responsabilità del confronto collettivo.
È un utilizzo dell’intelligenza artificiale che va oltre l’automazione: la tecnologia viene impiegata per aumentare la capacità di partecipazione e approfondimento, consentendo a ogni componente del gruppo di costruire una propria posizione prima del confronto comune.
Anche questo è un elemento centrale dell’approccio IFAB: mettere le tecnologie avanzate al servizio di processi concreti di innovazione, conoscenza e decisione.
Sono così emersi i quattro scenari di Over-Tourism 2036: “La Rete Invisibile”, “Flussi intelligenti”, territorio consapevole”, “Viaggiatori analogici” e “Viaggiatori autonomi”. Sono “tipi ideali”, non previsioni: condizioni volutamente definite in maniera netta per rendere più visibili le conseguenze delle diverse traiettorie e aiutare organizzazioni e decisori a mettere alla prova strategie e assunzioni.
→ La Rete Invisibile
La governance è fortemente data-driven, mentre una parte significativa dei turisti ha scarso accesso alle tecnologie digitali e l’efficienza del sistema apre una tensione fondamentale: fino a che punto una governance può diventare pervasiva prima che l’ottimizzazione entri in conflitto con l’autodeterminazione e la fiducia dei cittadini?
→ Flussi intelligenti, territorio consapevole
Un turista pienamente incluso nelle tecnologie digitali insieme una governance capace di utilizzare sistematicamente i dati, dove per rendere sostenibile un sistema data-driven servono competenze, trasparenza, consenso sociale e capacità istituzionale.
→ Viaggiatori analogici
A una governance tradizionale corrisponde una fascia consistente di turisti che continua a muoversi attraverso strumenti analogici o semi-digitali. In questo caso il turista analogico rischia di diventare “sistematicamente invisibile”, dal momento che i suoi spostamenti non alimentano i modelli decisionali e la sua esperienza non genera i dati sui quali vengono costruite le politiche turistiche.
→ Viaggiatori autonomi
Il turista è un utente iperconnesso, autonomo e capace di organizzare gran parte della propria esperienza attraverso piattaforme digitali. Le istituzioni, invece, faticano strutturalmente a seguire la stessa velocità. Il punto critico in questo caso non è soltanto tecnologico, ma diventa anche culturale, politico e organizzativo: i dati vengono generati in quantità crescenti, ma il potere effettivo di utilizzarli resta in larga parte nelle mani delle grandi piattaforme private, che finiscono per costruire una forma di governance parallela dei flussi turistici.
Quattro scenari, quattro tensioni che riguardano già il presente
Una delle parti più importanti del white paper emerge dal confronto finale tra gli scenari: nonostante le differenze, quattro questioni attraversano infatti tutti i futuri esplorati e riportano l’attenzione su sfide che riguardano già il presente.
- Come evitare che l’innovazione tecnologica accentui le disparità territoriali?
- Come cambierà il turismo in una società che invecchia?
- Può esistere una governance data-driven senza fiducia nelle istituzioni?
- Chi governerà i dati generati dai flussi turistici?
Per imprese, amministrazioni, operatori turistici, territori e soggetti tecnologici, queste domande vanno ben oltre il turismo e riguardano il modo in cui l’Italia costruirà le proprie infrastrutture digitali, governerà l’intelligenza artificiale, proteggerà e valorizzerà i dati, svilupperà nuove competenze e proverà a distribuire in modo più equilibrato i benefici dell’innovazione.
IFAB e il ruolo di ponte tra ricerca, tecnologia e mondo produttivo
Il lavoro di “Over-Tourism 2036” mostra anche perché affrontare le grandi trasformazioni contemporanee richieda sempre più spesso un approccio ecosistemico.
Dati, intelligenza artificiale, edge computing, infrastrutture, energia, competenze, regole e percezione sociale non possono essere affrontati come ambiti separati – anzi: la capacità di innovare nasce invece dalla possibilità di far dialogare ricerca, infrastrutture tecnologiche, imprese e istituzioni intorno a problemi concreti.
È in questo spazio che si colloca il ruolo di Fondazione IFAB nell’ecosistema italiano dell’innovazione. Con sede a Bologna, IFAB opera come ponte tra conoscenza scientifica, tecnologie di supercalcolo e mondo produttivo, contribuendo ad abilitare processi di innovazione grazie anche alle infrastrutture tecnologiche avanzate presenti al Tecnopolo di Bologna e alle competenze dell’ecosistema che ruota intorno all’High Performance Computing.
Per aziende, PMI, startup, industrie e stakeholder, questo significa poter entrare in relazione con un patrimonio che combina infrastrutture, know-how, competenze professionali, occasioni di approfondimento e percorsi formativi, trasformando le tecnologie emergenti da tema di discussione a leva per progettualità concrete.
I Tavoli Tematici si inseriscono esattamente in questa missione: costruire spazi nei quali competenze differenti possano incontrarsi, condividere criticità, esplorare possibili evoluzioni e generare nuove direzioni di lavoro. In questa prospettiva, il foresight non è quindi un esercizio sul futuro fine a se stesso, ma uno strumento per rafforzare la capacità di agire nel presente.
Approfondisci “Over-Tourism 2036”
Quali trasformazioni potrebbero ridefinire la gestione dei flussi turistici italiani nei prossimi dieci anni? Quali rischi emergono dall’incontro tra digitalizzazione e governance? E quali opportunità possono essere costruite fin da ora attraverso dati, competenze e infrastrutture innovative?
Compila il form per approfondire il white paper “Over-Tourism 2036 – Quattro scenari alternativi per la gestione dei flussi turistici in Italia” e conoscere nel dettaglio la metodologia di Strategic Foresight adottata da IFAB, i quattro scenari sviluppati dal Tavolo Tematico Digital Society e le principali minacce e opportunità emerse dal confronto.
